Il gatto norvegese
Frutto di una selezione naturale o discendente diretto degli dei Scandinavi?
La mitologia nordica li vede trainanti il carro di Freya, dea dell'amore e della prosperità, proprio per la loro robustezza e dimensioni, mentre i vichinghi li portano con sé nei loro viaggi per mare ed ancora tante leggende fanno riferimento ai gatti dei boschi come compagni quotidiani dei popoli nordici.
Comunque la si voglia vedere l'origine del gatto norvegese ha come comune denominatore il fatto che sia un gatto perfettamente "disegnato" per adattarsi ai rigorosi inverni ed alle tiepide e piovose estati della Scandinavia: muscolatura possente, zampe alte per evitare di bagnarsi il pelo del ventre con la neve, e per agevolare il salto, zampe “palmate”e completate da pianelle di pelo per meglio poter camminare sulla neve e per pescare nei gelidi corsi d’acqua scandinavi, orecchie protette da folti ciuffi di pelliccia. Sono gli unici gatti in natura che scendono dagli alberi a testa in giù. Il naso lungo e diritto affinché l’aria sia scaldata a dovere prima di giungere ai polmoni. Questo gatto è giunto intatto ai giorni nostri.
Il Gatto delle Foreste Norvegesi è uno dei migliori risultati ottenuti da Madre Natura come esempio di adattabilità, robustezza e temperamento e dove l'uomo fortunatamente non ha mai messo mano!
Dal punto di vista della biologia la spiegazione che appare più plausibile è che derivino da gatti provenienti dal sud dell'Europa che poi tramite selezione naturale dei soggetti maggiormente "attrezzati" si siano adattati alle condizioni climatiche del Nord Europa.
L’allevamento di questa razza è relativamente recente ed è solo grazie alla determinazione di un gruppo di allevatori norvegesi che avevano l’obbiettivo di salvaguardare e valorizzare il gatto nazionale si potuto giungere al riconoscimento ufficiale di razza felina solo nel 1977 in occasione del convegno annuale Fife svoltosi in quell’anno a Parigi.
La mitologia nordica li vede trainanti il carro di Freya, dea dell'amore e della prosperità, proprio per la loro robustezza e dimensioni, mentre i vichinghi li portano con sé nei loro viaggi per mare ed ancora tante leggende fanno riferimento ai gatti dei boschi come compagni quotidiani dei popoli nordici.
Comunque la si voglia vedere l'origine del gatto norvegese ha come comune denominatore il fatto che sia un gatto perfettamente "disegnato" per adattarsi ai rigorosi inverni ed alle tiepide e piovose estati della Scandinavia: muscolatura possente, zampe alte per evitare di bagnarsi il pelo del ventre con la neve, e per agevolare il salto, zampe “palmate”e completate da pianelle di pelo per meglio poter camminare sulla neve e per pescare nei gelidi corsi d’acqua scandinavi, orecchie protette da folti ciuffi di pelliccia. Sono gli unici gatti in natura che scendono dagli alberi a testa in giù. Il naso lungo e diritto affinché l’aria sia scaldata a dovere prima di giungere ai polmoni. Questo gatto è giunto intatto ai giorni nostri.
Il Gatto delle Foreste Norvegesi è uno dei migliori risultati ottenuti da Madre Natura come esempio di adattabilità, robustezza e temperamento e dove l'uomo fortunatamente non ha mai messo mano!
Dal punto di vista della biologia la spiegazione che appare più plausibile è che derivino da gatti provenienti dal sud dell'Europa che poi tramite selezione naturale dei soggetti maggiormente "attrezzati" si siano adattati alle condizioni climatiche del Nord Europa.
L’allevamento di questa razza è relativamente recente ed è solo grazie alla determinazione di un gruppo di allevatori norvegesi che avevano l’obbiettivo di salvaguardare e valorizzare il gatto nazionale si potuto giungere al riconoscimento ufficiale di razza felina solo nel 1977 in occasione del convegno annuale Fife svoltosi in quell’anno a Parigi.
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