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IL REIKI PER GLI ANIMALI COS'E' E COSA NON E'

Il termine Reiki viene dal Giappone e l’ideogramma che lo costituisce è composto di due parti che semplicisticamente possiamo così definire: REI è  l’energia universale che si esprime in vibrazioni e che permea il Tutto, quella energia che costantemente si trasforma in materia e viceversa (lo riconosce anche la scienza) e che a sua volta è fonte del KI  che è l’energia vitale di tutto ciò che esiste; l’energia della vita. Letteralmente ENERGIA VITALE UNIVERSALE.

Si tratta di una pratica olistica che ha come scopo quello di risvegliare la capacità intrinseca di ogni essere vivente di auto guarigione e il trasferimento dell’energia allo scopo di creare benessere e rilassamento: ciò naturalmente ingenera un riequilibrio della stessa che porterà, tramite il suo libero fluire giovamento a corpo e mente. Pertanto nel soggetto sano sarà armonizzazione generale, mentre nei soggetti che hanno problemi di salute di vario tipo non farà che agevolare la guarigione potenziando l’effetto di terapie e cure mediche limitandone gli  eventuali effetti collaterali.

MAI il Reiki si sostituirà alla medicina e MAI un operatore Reiki effettuerà diagnosi di alcun tipo.

Non si tratta quindi di un trattamento terapeutico in se stesso, ma è ri-bilanciamento e pulizia dell’energia che scorre, ovunque quindi e può essere usato oltre che su animali ed esseri umani, su piante, cibi, oggetti.

Il Reiki non ha nulla a che fare con credo religiosi e non è necessario dunque, da parte di chi lo pratica e chi lo accetta professare alcun credo.
Tuttavia l’operatore Reiki, tra le altre cose ha fatto propri i concetti del Fondatore, Mikao Usui:
-oggi non arrabbiarti
-oggi non preoccuparti
-guadagnati la vita onestamente
-onora i tuoi genitori i maestri gli anziani
-sii grato e compassionevole per tutto ciò che vive
che rappresentano il filo conduttore di un atteggiamento mentale predisponente la percezione dell’energia e la sua trasmissione ad altri esseri nel modo meno contaminato dal “personale” possibile.

In particolare negli animali, al pari dei bambini, queste pratiche naturali danno ottimi risultati perchè privi di sovrastrutture mentali e condizionamenti culturali propri dell’età adulta: essi percepiscono il fluire dell’energia in modo estremamente naturale, la conoscono e non solo la utilizzano ma a loro volta la trasferiscono
Come già detto il rapporto con gli animali è uno scambio reciproco e che ne siamo coscienti oppure no questo ci cambia, in meglio o almeno così dovrebbe essere perché siamo noi che decidiamo, col nostro libero arbitrio come vivere questa avventura.

Tramite loro, gli animali, possiamo guardare a noi stessi e se lavoriamo su questo possiamo più facilmente attivare le nostre qualità migliori. Loro sono i nostri maestri pazienti che ci amano per come siamo. Donare loro reiki altro non è che una via per infondere ai nostri compagni,  salute e benessere, aiutarli quando soffrono per disagi fisici piuttosto che di altra natura, sostenerli quando sono indeboliti aiutarli nel momento del trapasso oppure per restare in salute, equilibrio, ma anche semplicemente per donare loro il nostro  calore, il nostro Amore
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Loro, i nostri animali, sanno riconoscerla, la vivono, l’accettano e la trasmetto a noi; perché noi non potremmo o dovremmo fare altrettanto?
Non è una tecnica invasiva, ed anche l’approccio avviene in modo estremamente rispettoso senza alcuna coercizione

Si tratta di uno scambio di anime in cui chi pratica Reiki raccoglie l’energia e la veicola all’animale, semplicemente divenendo il catalizzatore di questo flusso che viene trasmesso semplicemente avvicinando le mani all’animale oppure stando vicino a lui. Sono loro che scelgono come, dove, se e per quanto accettarlo con atteggiamenti inequivocabili che vanno da grandi effusioni e manifestazioni di affetto piuttosto che sdraiarsi e appisolarsi vicino e poco distanti dall’operatore.
Questi, in base a tali atteggiamenti, sceglierà la tecnica migliore da applicare che può essere avvicinare le mani all’animale o anche solo stargli accanto ed osservarlo. Capita a volte, per la natura delle afflizioni che si rendano necessari i cosiddetti “trattamenti a distanza”, ma la natura della pratica non cambia, l’’energia giunge laddove deve arrivare indipendentemente dalla conoscenza della patologia da parte dell’operatore.
Questa pratica è molto usata all’estero per aiutare, oltre che le persone,  animali affetti da svariate patologie tra le quali traumi, ferite, convalescenze, intossicazioni, avvelenamenti, disagi psicologici o disturbi comportamentali, ma anche solo per donare benessere. Infatti gli effetti riguardano il rilassamento, la riduzione del dolore e/o dell’aggressività, aiutare il recupero dopo interventi e potenziare, come già detto, gli effetti di cure e terapie mediche, ripetiamo, senza mai sostituirsi ad esse.



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